Approfondimenti

In questa sezione sono liberamente disponibili Articoli, Q&A, Video e Paper di approfondimento.

 

 


"Keep it Simple!" - collana sulla finanza aziendale curata da inFinance e pubblicata da Mind Edizioni

La collana Keep it Simple! nasce con l’obiettivo di diffondere la cultura della finanza aziendale tramite un approccio semplice e diretto.

Nata e pensata per:

  • consulenti e professionisti che operano già da tempo nel settore, per affinare il proprio approccio;
  • imprenditori e manager, per meglio interpretare i propri business;
  • operatori del mondo del credito, per fare un salto di qualità nelle competenze di analisi delle imprese.

Ogni volume della collana è dedicato a un tema specifico, che viene affrontato attraverso un approccio pratico e pragmatico, immediatamente calato nella realtà concreta dell’azienda. 

L'altro modo di redigere il Business Plan

Dall'approccio Revenues Driven a quello Cost Driven

Il testo è pensato per essere un vero e proprio strumento operativo per chi vuole realizzare in maniera efficace previsioni economico-finanziarie. 

Gli aspetti qualitativi e quantitativi del processo sono affrontanti in maniera originale e non conforme ai normali canoni per restituire al lettore una visione ed un approccio nuovi al tema del planning.

L’approccio pratico, il ricorso ad esemplificazioni ed i tanti consigli tecnici accompagneranno il lettore, anche quello meno esperto, nella costruzione e comprensione di un modello di previsione immediatamente fruibile ed adattabile a diverse imprese in diversi settori.

>> Sulla destra è possibile scaricare:

  • l'indice, la prefazione ed un estratto del primo capitolo;
  • gli esempi contenuti nel libro in formato Ms Excel.

Se hai domande e/o richieste di chiarimento puoi contattare gli autori alla seguente e-mail: autori@infinance.it

 

Puoi trovare il libro nelle principali librerie, fisiche e online.

>> Acquistalo ora su AmazonHoeplilaFeltrinelliIBS

Il Profitto è un'opinione. La cassa è un fatto.

Come costruire e utilizzare davvero il rendiconto finanziario.

Il libro è pensato per chi vuole comprendere appieno il reale andamento e le prospettive dell’impresa.

La cassa, infatti, è uno dei pochi dati oggettivi e il rendiconto finanziario è lo strumento principe per indagare le complesse dinamiche che caratterizzano l’agire economico di un’azienda.

Approccio operativo, esempi e tanta pratica: il lettore, anche quello meno esperto, è accompagnato verso la costruzione e comprensione delle logiche del rendiconto finanziario e, soprattutto, nella interpretazione delle dinamiche dei flussi di cassa che emergono dal medesimo.

>> Sulla destra è possibile scaricare:

  • l'indice, la prefazione ed un estratto del primo capitolo;
  • gli esempi contenuti nel libro in formato Ms Excel.

Se hai domande e/o richieste di chiarimento puoi contattare gli autori alla seguente e-mail: autori@infinance.it

Puoi trovare il libro nelle principali librerie, fisiche e online.

>> Acquistalo ora su AmazonHoeplilaFeltrinelliIBS

In Dare o in Avere?

Ciò che serve ai manager per capire la contabilità e il bilancio.

Perché un testo che affronta un tema che dovrebbe essere più che assodato per manager, imprenditori e analisti finanziari?

Perché i nostri tempi, purtroppo, sono caratterizzati da una velocità tale da consentire approcci spesso solo di mera superficie. La gestione d’impresa, però, data la crescente complessità del contesto economico, ha sempre più bisogno di solide fondamenta.

I meccanismi che stanno dietro alla formazione di un bilancio appaiono sconosciuti, criptici e controintuitivi alla maggior parte dei manager. La chiave di lettura è la comprensione della tecnica della partita doppia.

Spesso, infatti, per andare avanti occorre fermarsi e fare un passo indietro!

Attraverso un approccio di sostanza, nato da una pluriennale esperienza in aula e in azienda, e un originale utilizzo dello storytelling il lettore avrà modo di muovere dalle origini dei sistemi contabili basati sul concetto di entrate ed uscite alle moderne tecniche di contabilità e formazione del bilancio di esercizio.

>> Sulla destra è possibile scaricare:

  • l'indice, la prefazione e la premessa.

Se hai domande e/o richieste di chiarimento puoi contattare gli autori alla seguente e-mail: autori@infinance.it

Puoi trovare il libro nelle principali librerie, fisiche e online.

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Errata corrige:

Pag. 107: "“Viceversa, una variazione negativa sottolinea una riduzione del magazzino di prodotto finito; nel corso dell’esercizio saranno quindi stati venduti più beni di quanti non ne siano stati prodotti, generando un valore della produzione (A) inferiore rispetto ai ricavi delle vendite”

Pag.109: “Una variazione si segno positivo indica che le rimanenze finali sono inferiori rispetto a quelle iniziali, mentre una variazione di segno negativo indica che le rimanenze finali sono superiori a quelle iniziali

 

Un Rubinetto e una Spugna | Capire gli equilibri di cassa verticali e orizzontali

L’impresa non è un fenomeno bidimensionale da esaminare solo in ottica economica e patrimoniale.

L’azienda è un fenomeno tridimensionale e la terza dimensione di analisi è la dimensione finanziaria!

Ma come si analizza la cassa? 

Autore: Ivan Fogliata

>> Il video è stato realizzato da inFinance, in partnership con Altaformazione

Scopri di più sulla formazione aziendale di inFinance: aula, digital learning e blended - Maggiori informazioni >

Gli interventi nell'ambito del convegno "Unconventional Business Plan"

Di seguito gli interventi dei vari operatori nell'ambito del Convegno "Unconventional Business Plan" organizzato da inFinance in collaborazione con la camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi, e Innexta, consorzio camerale per il credito e la finanza.

inFinance - prima parte

 

inFinance - seconda parte

 

inFinance - terza parte

 

P101

 

Banca Sella - primo intervento

 

Banca Sella - secondo intervento

 

Equinox

 

Mamacrowd

 

Speed Mi Up

 

Innexta

 

Formaper

 

Le interviste a margine del Convegno "Unconventional Business Plan"

Di seguito alcune delle interviste realizzate a margine del Convegno "Unconventional Business Plan" organizzato da inFinance in collaborazione con la camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi, e Innexta, consorzio camerale per il credito e la finanza.

P101

 

Banca Sella - prima intervista

 

Banca Sella - seconda intervista

 

Speed Mi Up

 

INNEXTA

 

inFinance

 

La leva finanziaria

Spesso si sente parlare di “prodotti a leva”… prodotti che moltiplicano "n" volte l’effetto di un investimento.

Di primo acchito si tende a pensare che siano prodotti rischiosissimi da evitare in maniera attenta.

...ma, riflettendoci, qual è il luogo dove la leva finanziaria si utilizza di più?

Autore: Ivan Fogliata

La blockchain rivoluzionerà il mondo della finanza?

 

Il Webinar affronta, con un linguaggio semplice e diretto, il tema degli impatti della blockchain nel mondo della finanza.

Questi i principali temi affrontati:

- La blockchain: cosa è e come funziona davvero.
- La sicurezza della blockchain: dal percorso del dato alla sua iscrizione nel ledger.
- Gli smart contract su blockchain.
- Blockchain e “moneta”: il futuro è degli stable-coin?
- Gli impatti sul mondo finanziario di blockchain, cripto-valute e smart contract.

Intervengono: Guido Bertoni, CEO di Security Pattern, ed Ivan Fogliata, Executive Partner di inFinance.

Quanto debito posso avere in azienda?

 Le risposte possono essere diverse, alcune legate al buon senso e altre più tecniche, legate ad esempio al rapporto PFN/EBITDA. 

Autore: Michele Giorni

Un forno e una torta | L'analisi di bilancio nella logica gestionale

Dove vogliono portarci le moderne tecniche di Analisi di Bilancio?

...pensate ad una “torta”. La torta è un risultato, un qualcosa che vi attingete a mangiare per soddisfare la vostra fame. Nell’analisi di bilancio la torta è il risultato operativo, per gli anglofili l’EBIT, ovvero ciò che residua dalle operations, che sono tutte le attività operative che l’azienda pone in essere per realizzare ciò che sa fare.

La torta operativa, però, è isolata circa a metà del conto economico…Perché?

Perché dal reddito in giù non si crea più nulla! Non si fa altro che dividere la torta con i “soci” dell’azienda: le banche, il fisco e la proprietà vera e propria.

Ma questa è solo la prima dimensione di analisi. Cosa serve per fare una torta? 

Autore: Ivan Fogliata

>> Il video è stato realizzato da inFinance, in partnership con Altaformazione

Scopri di più sulla formazione aziendale di inFinance: aula, digital learning e blended - Maggiori informazioni >

L'indice dei Consumi

L’analisi di bilancio è uno strumento molto potente per aiutarci ad esaminare i partner aziendali.

Come verificare, ad esempio, le politiche di bilancio sul magazzino?

Autore: Ivan Fogliata

A cosa serve un logaritmo in Finanza d’Azienda?

Un esempio di utilizzo nel settore immobiliare.

Autore: Michele Giorni

Effetto Leva Operativa

Quanto impattano le variazioni di fatturato sull’utile aziendale? Questo è strettamente in funzione del grado di leva operativa di ogni azienda. 

Ma come si calcola l’Effetto Leva Operativa?

Autore: Ivan Losio

Il Capitale Circolante

Quali sono le forze che “spremono” il Capitale Circolante? 

Autore: Ivan Fogliata

La quarta dimensione dell'Analisi di Bilancio: il Tempo!

Quante dimensioni del bilancio siamo abituati ad esaminare?

Solitamente tre: economica, patrimoniale e finanziaria.

Se ci pensiamo, però, esiste anche una quarta dimensione di analisi del bilancio... il Tempo!

Ma perché il tempo è una variabile così preziosa? 

Autore: Ivan Fogliata

Paradossi da IFRS16!

Questo principio, che riguarda in generale i leases, cioè i contratti di locazione finanziaria e locazione immobiliare, porta con sé delle conseguenze un po' particolari. 

A volte, per avere una contabilizzazione meno penalizzante potremmo dover fare scelte penalizzanti per l’azienda, cioè contratti corti a tassi più alti.

Autore: Ivan Fogliata

L'Activity Based Costing per le PMI

 Quali sono gli assunti principali dell’Activity Based Costing e come si possono applicare in maniera concreta nelle PMI?

Autore: Ivan Losio

Rendiconto OIC 10

...informazioni inattese dal Rendiconto OIC 10 del bilancio civilistico!

Autore: Ivan Fogliata

Gli interventi del Convegno "La gestione efficiente del Circolante, fra FinTech e operatori tradizionali"

Di seguito alcuni degli interventi del Convegno "La gestione efficiente del Circolante, fra FinTech e operatori tradizionali" organizzato da inFinance in collaborazione con la Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi, e il Consorzio Camerale per il Credito e la Finanza.

Ivan Fogliata - Executive Partner di inFinance

Cos'è e come funziona il Working Capital? Quali forze agiscono sul Circolante? Come scegliere ed utilizzare gli strumenti FinTech e tradizionali? Quali le nuove frontiere per crediti, finanziamenti e sistemi di pagamento?

Le interviste a margine del Convegno "La gestione efficiente del Circolante, fra FinTech e operatori tradizionali"

Di seguito alcune delle interviste realizzate a margine del Convegno "La gestione efficiente del Circolante, fra FinTech e operatori tradizionali" organizzato da inFinance in collaborazione con la Camera di commercio di Milano, Monza Brianza e Lodi, e il Consorzio Camerale per il Credito e la Finanza.

inFinance

  

Camera di commercio di Milano Monza Brianza Lodi

 

Credimi

 

GeneralFinance

 

Factorit

 

FinDynamic

L’indicatore “Tangible Equity”: un prezioso alleato.

Tangible Equity? Cos’è e come funziona quest’indicatore, oggi così di moda.

Autore: Ivan Fogliata

Make or Buy? Le valutazioni economiche.

Nel campo delle analisi di convenienza, una scelta molto importante riguarda il Make or Buy, ovvero l'alternativa tra produrre internamente o acquistare da un fornitore esterno.

Per poter effettuare questa scelta ci sono sicuramente valutazioni di tipo strategico, qualitativo, logistico, economico, etc. da considerare.

In questo video ci concentreremo sulle valutazioni di tipo economico.

Autore: Ivan Losio

Il moltiplicatore dei Costi Fissi

Il “moltiplicatore dei costi fissi” è la naturale evoluzione del concetto di margine di contribuzione e si determina quale rapporto fra l’unità ed il margine di contribuzione, quest’ultimo espresso in percentuale.

Esso rappresenta il fattore per il quale moltiplicare un incremento di costi fissi al fine di determinare il necessario incremento di fatturato necessario a coprire tale incremento di costi fissi.

Il moltiplicatore si presta, tuttavia, anche per calcoli inversi.

Come si evolve quindi il concetto di margine di contribuzione nel concetto di moltiplicatore dei costi fissi?

Non cercate il concetto di moltiplicatore dei costi fissi sui tradizionali libri di testo. …non lo troverete in quanto è un “piccolo” contributo alla cultura aziendalistica creato da inFinance. Speriamo vi risulti utile! 

Autore: Ivan Fogliata

Cosa sono i Covenants?

I covenants sono delle condizioni contrattuali che vengono inserite nei contratti di finanziamento più complessi, quelli appartenenti al mondo della c.d. finanza strutturata. 

Vi sono tre famiglie principali di covenants: i positive covenants (obblighi di fare), i negative covenants (obblighi di non fare), i financial covenants (covenants di natura finanziaria).

Autore: Michele Giorni

Il Mark Up ...NON è il margine!

Nelle imprese, in particolare quelle che operano nel settore commercio, i prezzi alla clientela vengono spesso determinati applicando un mark up al costo di acquisto.

...che è cosa ben diversa rispetto al margine, con il quale viene spesso confuso.

Autore: Ivan Fogliata

Break Even economico ...o finanziario?

Il concetto di punto di pareggio o Break Even Point è una nozione utile per rispondere ad un semplice quesito: “quanto occorre fatturare al minimo per ottenere un reddito operativo almeno pari a zero?”.

Ma quest’informazione è sufficiente a considerare l’impresa in sicurezza?

Come cambia il break even point ove operassimo una sostituzione logica che prevede di sostituire i costi fissi con il concetto di uscite finanziarie fisse?

Autore: Ivan Fogliata

Perché riclassificare il Conto Economico a Valore Aggiunto & MOL?

Cosa significa riclassificare? Quali sono i motivi principali per cui si procede con una riclassificazione?

Autore: Michele Giorni

Perché si riclassifica lo Stato Patrimoniale nel prospetto Investimenti e Coperture?

Questo tipo di riclassificazione è una riclassificazione di secondo livello.

Ciò significa che dapprima si procede alla riclassificazione dello stato patrimoniale per liquidità crescente – esigibilità decrescente e, sulla base di tale prospetto, si redige lo schema investimenti e coperture. 

...ma non era sufficiente fare solo una prima riclassificazione e basta?   

Autore: Michele Gorni

Il Margine di Contribuzione

La valenza strategica del margine di contribuzione: dal riferimento al singolo prodotto/servizio alle aree strategiche di affari.

Autore: Ivan Losio

Decisioni razionali dal punto di vista economico

Quando una decisione è razionale dal punto di vista economico? 

Autore: Ivan Losio

Cosa è successo nel mondo del credito. | Convegno "BANKING 4.0?"

Ivan Fogliata, CEO di inFinance, fa un’analisi dello scenario del mondo bancario e finanziario dal 2008 al 2017, e dei suoi possibili sviluppi futuri.

Il video è tratto dal Convegno "BANKING 4.0?", organizzato da inFinance a Milano. 

Autore: Ivan Fogliata

Il bilancio si è chiuso con un utile ma in cassa non c’è nulla, anzi il debito bancario è aumentato. Come è possibile?

Questo rappresenta un tema che l’imprenditore si trova frequentemente a fronteggiare.

In questo breve video Michele Giorni affronta alcune cause del fenomeno.

Autore: Michele Giorni

Come realizzano le analisi creditizie le banche? Cosa osservano maggiormente?

Gli istituti di credito vivono un processo di continuo miglioramento delle capacità di analisi creditizia.

Ma come realizzano le analisi creditizie? A cosa fanno più attenzione?

Autore: Ivan Fogliata

Cosa è il budget di cassa? Perché è importante redigerlo?

Il budget di cassa serve per prevedere con congruo anticipo le uscite finanziarie dell’impresa, consentendo all’imprenditore di farvi fronte secondo il principio di economicità. Il rischio del non utilizzo di questo strumento è quello di rilevare la necessità di liquidità solo nel momento in cui questa diviene palesemente manifesta. E, in questa situazione, l’impresa non può che reperire liquidità da fonti esterne, a prescindere dal costo di queste.

Autore: Michele Giorni

 

Cosa sono i contratti derivati? È vero che sono tutti pericolosi?

I c.d. derivati sono contratti fra due controparti che insistono su un bene o un valore finanziario detto “sottostante” o “underlying asset”.

Lo scopo per il quale sono nati è quello di “coprire” sul rischio della variazione del prezzo del sottostante.

Ma perché allora si parla tanto di derivati come strumenti speculativi e che tante perdite hanno fatto subire alle imprese?

Autore: Ivan Fogliata

Cosa sono i flussi di cassa? Come si misurano?

Il flusso di cassa è uno dei temi più dibattuti del momento, sia nel mondo bancario che nell’ambito dell’impresa. Per anni è rimasto appannaggio del mondo accademico, ma da qualche tempo sta prepotentemente entrando nella quotidianità degli operatori del settore.

In questo breve video, Michele Giorni fa il punto sugli elementi fondamentali del cash flow.

Make or Buy?

Le decisioni di make or buy sono decisioni di tipo strategico molto comuni sebbene il nome sembri così altisonante.

Esiste un modo per decidere se è meglio produrre all’interno od esternalizzare?

Autore: Ivan Fogliata

Come si fa a capire se un'azienda è in crisi leggendone i bilanci?

Con un linguaggio semplice e chiaro, si fa il punto sui principali indicatori a cui prestare attenzione per valutare lo stato di salute dell'impresa.

Autore: Ivan Fogliata

E' possibile ridurre i costi in azienda? Come si fa e quali problemi si incontrano?

Un’impresa in difficoltà si trova a non riuscire più ad onorare i propri impegni finanziari quali la copertura dei costi di struttura, il rimborso di finanziamenti, il pagamento delle imposte e dei fornitori.

L’errore più grande che si possa commettere è intervenire sui sintomi e non sulla causa del problema.

Ma quale è la difficoltà più grande nell’intervenire sulle cause operative o finanziarie per ridurre i costi?

Autore: Ivan Fogliata

Serve davvero redigere un business plan?

Lo strumento più abusato del mondo della finanza è senz’altro il business plan.

Nonostante ciò, se ben redatto, il business plan rappresenta un valido strumento di previsione degli equilibri aziendali.

Ma quando il business plan è ben redatto?

Autore: Michele Giorni

Conviene alle imprese indebitarsi? Esiste un livello di indebitamento ottimo?

A livello tecnico, il debito comporta un duplice vantaggio:

  • consente di creare la c.d. “leva finanziaria”;
  • consente di creare valore grazie al cosiddetto “scudo fiscale”.

Ma fino a che livello conviene indebitarsi?

Autore: Ivan Fogliata

Cos'è l’EBITDA? Perché ne parlano tutti?

L'EBITDA è un concetto pregnante dell’analisi di bilancio, uno dei primi termini che si impara e che guida l’analista nella sua attività.

E’ un dato che si rinviene quando si procede a riclassificare il conto economico di una impresa. Ma, cosa significa?

Autore: Michele Giorni

Quali sono i tipici errori che portano alla crisi d’impresa?

Robotic Process Automation (RPA)

In ambito aziendale, quando si parla di robot, solitamente lo si fa con un’unica accezione, ovvero, ci si riferisce a impianti o macchinari che sostituiscono l’essere umano o collaborano con esso al fine di migliorare le performance di un processo produttivo, riducendone anche i costi di manodopera. La Robotic Process Automation(RPA) non è nulla di tutto questo.

Con RPA non si allude ad un impianto o un macchinario, bensì ad un software, che, adeguatamente programmato, può simulare l’attività di un utente e gestire in autonomia un processo informativo aziendale caratterizzato da un’alta ripetitività delle operazioni.

Ma quali sono i benefici che un’azienda può trarre da un’implementazione di questo tipo? 

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Autore: Nicola Sala

Le regole del Debito: Duration Matching

Il tema del debito è uno degli aspetti più delicati nel mondo aziendale. 

In particolare, esso costituisce spesso e volentieri “un’arma a doppio taglio”. 

Perché?

Il tutto è racchiuso in un termine tecnico: “l’effetto leva del debito” o leverage effect

Attraverso una serie di quattro articoli tratteremo delle quattro regole che meglio permettono di spiegare le dinamiche del debito e del passivo che andranno a rispondere a quattro quesiti fondamentali.

In questo working paper risponderemo al seguente quesito: Quanto deve "durare" un finanziamento?

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Autore: Gessica Valsecchi

Il Total Productive Maintenance (TPM)

Per soddisfare le richieste di un mercato sempre più esigente è necessario migliorare le performance.

Ma come fare? 

Una delle soluzioni è quella di efficientare il tempo a disposizione per la produzione. Lavorare sulla gestione delle manutenzioni permette di ridurre le fermate e, di conseguenza, di ridurre tempi e costi di produzione.

La logica Leanci viene in aiuto presentando il Total Productive Maintenance(TPM), uno strumento che porta ad un’evoluzione dell’accezione del termine manutenzione… da una visione iniziale di centro di costo inevitabile, a un ruolo sempre più strategico in funzione degli obiettivi produttivi che si vogliono ottenere.

Ma cos’è e come funziona il TPM? 

>> Per scaricare l'intero documento, clicca sul tasto "Scarica" che trovi sulla destra. 

Autore: Stefano Landoni

Le regole del Debito: Amounts Matching

Il tema del debito è uno degli aspetti più delicati nel mondo aziendale. 

In particolare, esso costituisce spesso e volentieri “un’arma a doppio taglio”. 

Perché?

Il tutto è racchiuso in un termine tecnico: “l’effetto leva del debito” o leverage effect

Attraverso una serie di quattro articoli tratteremo delle quattro regole che meglio permettono di spiegare le dinamiche del debito e del passivo che andranno a rispondere a quattro quesiti fondamentali.

In questo working paper risponderemo al seguente quesito: Quanto debito posso permettermi in termini ammontare massimo?

>> Per scaricare l'intero documento, clicca sul tasto "Scarica" che trovi sulla destra. 

Autore: Gessica Valsecchi

Lean Office: la revisione dei processi d'ufficio in ottica snella

Spesso, in azienda, gli sprechi maggiori, sebbene meno manifesti, si rivelano al di fuori delle realtà produttive e, se non corretti, rischiano di oscurare i risultati del manufacturing e di rendere vani gli sforzi per raggiungere un processo produttivo più snello.

Ecco, quindi, perché parlare di Lean Office.

Il Lean Office è, infatti, parallelamente al Lean Manufacturing, un insieme di metodi e tecniche pensate per rendere efficienti i servizi, siano questi erogati dalle aziende che li vendono come core business, o dalle aziende commerciali e manifatturiere unitamente ai prodotti (Customer CareContact Center, etc) e quindi “a completamento” del processo principale.

L’obiettivo dell’applicazione del Lean Office, è quello di massimizzare tre fattori: l’efficacia nell’erogazione del servizio, l’efficienza e la qualità.

Ma come fare a livello pratico?

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Autore: Jessica Soldi

 

Convertible note e strumenti finanziari partecipativi

Una startup nelle sue fasi di vita iniziali vale poco e percepisce una stringente necessità di iniezioni di capitali per lo sviluppo e la successiva crescita.

Tale circostanza spinge non di rado i founders a cedere una parte importante della loro azienda a valori esigui.

La raccolta dei primi fondi ad una valutazione troppo bassa rischia di pregiudicare lo sviluppo dell’iniziativa, causando problemi legati ad una cap table mal strutturata o troppo popolata. 

Nei mercati evoluti, caratterizzati da una cultura Venture Investing radicata e consolidata, come quello degli USA si cerca di aggirare questo tipo di problema evitando di cedere quote di capitale al primo giro di boa, quando vengono raccolte le prime centinaia di migliaia di dollari.

Andando quindi dritti al punto questo avviene grazie allo strumento delle convertible notes.

Ma cosa sono le convertibile notes? Una startup in Italia può emettere convertible notes?

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Autore: Diana Lesic

Le regole del Debito: Il Cash Flow Matching

Il tema del debito è uno degli aspetti più delicati nel mondo aziendale.

In particolare, esso costituisce spesso e volentieri “un’arma a doppio taglio”. 

Perché?

Il tutto è racchiuso in un termine tecnico: “l’effetto leva del debito” o leverage effect

Attraverso una serie di quattro articoli tratteremo delle quattro regole che meglio permettono di spiegare le dinamiche del debito e del passivo che andranno a rispondere a quattro quesiti fondamentali.

In questo working paper risponderemo al seguente quesito: Quanto debito posso permettermi in termini flusso di cassa assorbito?

>> Per scaricare l'intero documento, clicca sul tasto "Scarica" che trovi sulla destra. 

Autore: Gessica Valsecchi

Industria 4.0

Negli ultimi anni termini come Industria 4.0, IoT e quarta rivoluzione industriale sono entrati nel linguaggio comune ma, spesso, molte persone non hanno chiaro cosa sia realmente l’Industria 4.0, come si applica alla realtà produttiva e quali vantaggi si possono ottenere impiegando tempo e risorse in questa direzione.

>> Per scaricare l'intero documento, clicca sul tasto "Scarica" che trovi sulla destra. 

Autore: Giammaria Zanella

Workplace Organization

Sono davvero indispensabili tutte le attività svolte all’interno delle postazioni di lavoro?

Spesso, nelle aziende “Labour Intensive”, dove la componente uomo la fa da padrone, gli operatori, all’interno delle postazioni di lavoro, utilizzano una buona parte del loro tempo in attività non necessarie alla produzione e, secondo i principi Lean, a basso valore aggiunto, come, il trasporto di materiali, la ricerca di attrezzature, le movimentazioni, i doppi controlli, le rilavorazioni e le attese.

Per l’ottimizzazione delle postazioni di lavoro il miglioramento delle performance passa dalla riorganizzazione degli spazi, dalla ridefinizione di attrezzature e supporti, e dalla standardizzazione di attività e fasi di lavoro il tutto ovviamente in chiave di ergonomia e di sicurezza per l’operatore.

Una volta determinati i principi guida, come si implementa un’attività di Workplace Organization?

>> Per scaricare l'intero documento, clicca sul tasto "Scarica" che trovi sulla destra. 

Autore: Giorgio Becchetti

IoT e IIoT

La quarta rivoluzione industriale, quella che stiamo già vivendo e vivremo nei prossimi anni, sfrutta diverse tecnologie, tra le quali spiccano l’Internet of Things e l’Industrial Internet of Things.

Ma cosa significa realmente “IoT”? A cosa serve realmente?

>> Per scaricare l'intero documento, clicca sul tasto "Scarica" che trovi sulla destra. 

Autore: Giammaria Zanella

Obeya Room

Obeya è un termine giapponese il cui significato letterale è “grande stanza”.

Obeya, però, non rappresenta solo un luogo fisico, riservato ai dipendenti per incontrarsi e prendere decisioni, ma un vero e proprio strumento di Lean Manufacturing.

Viene introdotta per la prima volta da Takeshi Uchiyamada (Presidente del consiglio di amministrazione di Toyota) alla fine degli anni Novanta durante il progetto della nuova Toyota Prius: la prima automobile ibrida benzina-elettrica al mondo prodotta in serie. L’obiettivo di Uchiyamada era portare i dipendenti fuori dai loro uffici, in una posizione centrale dove potessero incontrarsi, discutere di informazioni chiave e risolvere problemi urgenti.

Scopri di più in questo working paper.

>> Per scaricare l'intero documento, clicca sul tasto "Scarica" che trovi sulla destra. 

Autore: Giammaria Zanella

L’OIC 19 e il costo ammortizzato sui mutui

La riforma introdotta dal decreto 139/2015 in materia di bilanci ha anche introdotto la novità della valutazione al costo ammortizzato di crediti e debiti per le imprese che redigono il bilancio in forma ordinaria. 

Ma cosa si intende per l’esattezza? 

In questo working paper presentiamo alcune soluzioni alle “trappole” di tasso effettivo, nominale, formula TIR.X e formule di matematica finanziaria.

>> Per scaricare l'intero documento, clicca sul tasto "Scarica" che trovi sulla destra. 

Autore: Ivan Fogliata

 

Visual Management: l’importanza della visibilità dell’informazione

Approcciandosi al mondo della Lean Production, è d’obbligo imbattersi nel Visual Management, ovvero la gestione visiva dei dati e delle informazioni provenienti dalla nostra fabbrica o ufficio. 

Ma quanto è importante rendere visibili le attività da svolgere e le relative performance?

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Autore: Jessica Soldi

 

La logistica, fattore chiave per il successo

Spesso le principali inefficienze aziendali si nascondo nel processo logistico: il tempo impiegato per le attività di trasferimento della merce all’interno dell’azienda e il tempo di attesa della merce dall’esterno, infatti, sono da considerarsi uno spreco che va ad inficiare la produttività dell’azienda. Ecco perché, riorganizzare questo processo in ottica “snella”, può garantire ottimi margini di miglioramento.

Ma cos'è la logistica?

Come renderla più efficiente?

>> Per scaricare l'intero documento, clicca sul tasto "Scarica" che trovi sulla destra. 

Autore: Giandomenico Farina

Come fare una riunione SMART

Spesso le riunioni in azienda vengono considerate una perdita di tempo che sottrae risorse al “vero lavoro”. Questo perché spesso non si dà il giusto valore a questa preziosa attività che dovrebbe essere considerata un’opportunità per confrontarsi con i colleghi, discutere di progetti, affrontare problematiche, individuare i passi successivi da compiere per portare a termine il lavoro in tempo e altro ancora. Se strutturate efficacemente, le riunioni possono diventare un potente strumento decisionale, di coordinamento e di condivisione di idee e prospettive.

Ma come rendere le riunioni uno strumento effettivamente utile e sfruttarne tutte le potenzialità?

>> Per scaricare l'intero documento, clicca sul tasto "Scarica" che trovi sulla destra. 

Autore: Manuel Agnellini 

L’importanza del dato in produzione

Oggi per le aziende la disponibilità di dati non è un problema. Sul mercato esistono ormai tecnologie che ne facilitano la raccolta spesso anche con costi di implementazione contenuti. L’industria 4.0 ha facilitato tale processo.

Ma perché raccogliere il dato?

Quali dati raccogliere?

Con quali strumenti?

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Autore: Sonia Marchina

Il fenomeno degli Stable Coin ...da JP Morgan a Facebook.

Da qualche tempo il mondo delle criptovalute si è arricchito di una nuova tipologia di moneta virtuale che dovrebbe essere esente da ciò che crea timore nell’avvicinarsi alle classiche valute quali Bitcoin od Ethreum: l’estrema volatilità.

Tali valute “fissano” il proprio valore legandosi ad un asset “reale” quale una valuta “fiat” (che deriva dal latino “sia fatta”; altro non è che un differente modo per identificare le valute a corso legale) quale euro o dollaro od anche una commodity quali l’oro come Ekon (in questo momento stable coin in fase di prenotazione).

Esaminiamo l’esempio di Tether USD. La società ha raccolto più di 2 miliardi di dollari in cambio degli stable token (i teher usd appunto) che ha creato e messo in circolazione sulla sua blockchain.

Sorgono spontanee due domande:

  1. A che serve avere una stable coin nel proprio portafoglio (o meglio nel proprio digital wallet)?
  2. Come la società emittente utilizza la valuta fiat che riceve e come fa a guadagnare sull’attività di emissione, gestione e scambio di stable coin?

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Autore: Ivan Fogliata

Lean production e Industry 4.0

La Lean Production, o “Produzione Snella”, raggruppa metodologie volte all’eliminazione degli sprechi e al miglioramento continuo. 

La “produzione snella” va oltre la semplice implementazione di tecniche di gestione aziendale innovative e procedure standardizzate: è una filosofia di gestione delle infrastrutture e delle risorse umane volta a ottenere qualità dei prodotti e di lavoro elevati, costi contenuti e tempi di consegna i più brevi possibili, attraverso un cambiamento culturale a tutti i livelli dell’azienda. 

Sorge spontaneo chiedersi: è possibile associare Lean Production e Industry 4.0 o sono approcci alternativi? 

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Autore: Andrea Staiano

Too fast to grow | Ritrovare i ritmi dell’Agricoltura e del “Maggese” è la risposta.

Fare impresa in un mondo complesso e globalizzato come quello attuale evidenzia sicuramente delle opportunità di crescita per chi riesce a creare competenze distintive in grado di differenziare prodotti e servizi rispetto ai concorrenti. 

Ma si può sempre crescere con successo non tradendo la propria cultura e la propria vision?

La sensazione di fondo è che la “pressione alla crescita e all’innovazione” sulle imprese e sulle persone sia eccessiva e un po’ fine a sé stessa e si crei quindi quasi un senso di inadeguatezza per i manager se nell’anno non riescono a “crescere” ed “innovare” meglio dell’anno precedente...

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Autore: Ivan Losio

Cubo di Rubik e gestione aziendale… analogie e caratteristiche.

L’accostamento sembra azzardato ma, a ben vedere, presenta molte analogie.

Il fine ultimo del cubo di Rubik è riuscire a risolvere, nel minor tempo possibile, il cubo allineando i colori di tutte le facce.

L’obiettivo finale della gestione aziendale è, invece, quello di riuscire a creare valore in un’ottica di medio lungo termine.

Entrambi (cubo di Rubik e gestione aziendale) debbono sottostare a regole ed accortezze che possano agevolare il raggiungimento degli obiettivi con efficacia ed efficienza.

Mettiamo a confronto le analogie tra i due mondi...

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Autore: Ivan Losio

Clausole statuarie a favore dell’exit strategy: dalla co-vendita al trascinamento

L’obiettivo principale di qualunque investorè quello di monetizzare l’attività creata, vendere le quote e conseguire così un ritorno economico.

Questo processo viene indicato nel gergo finanziario con il temine exit strategy.

Un’efficace exit strategy deve garantire all’investitore la possibilità di liquidare la propria partecipazione in maniera semplice, evitando di rimanere prigioniero del proprio investimento, sia che egli sia un socio di maggioranza che di minoranza.

È in questo contesto che si inseriscono le clausole di tag along, drag along e bring along, ovvero - per utilizzare una terminologia giuridica italiana - le clausole di co-vendita e di trascinamento.

Ma di cosa si tratta?

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Autore: Diana Lesic

Reindustrializzazione in Italia: strada percorribile o romantica utopia?

Tema sempre più dibattuto quello della reindustrializzazione, che passa spesso per un abbandono del business originario dell’impresa in crisi a favore di una nuova produzione maggiormente profittevole.

Numeri alla mano le principali esperienze sembrano positive: in base ai dati forniti dal Ministero dello Sviluppo Economico con la riqualificazione post crisi troverebbe occupazione circa il 60% degli addetti.

Per reindustrializzare, tuttavia, occorre creatività, visione trasversale e tanta energia.

Gli strumenti di sostegno, anche pubblico, esistono; serve chi abbia la giusta vision per saperli sfruttare.

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Autore: Michele Giorni

Nuovo codice della crisi di impresa: verso una estensione di fatto dell’obbligo al rendiconto finanziario?

Col comunicato stampa del 10 gennaio 2019 il Consiglio dei Ministri ha pubblicato l’approvazione, in esame definitivo ma “salvo intese”, del decreto legislativo che, attuando la legge delega 19 ottobre 2017, n. 155, introduce il Codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.

Una delle principali novità della recente riforma della legge fallimentare è l’introduzione del tema dell’allerta precoce. Di cosa si tratta?

Semplificando un poco (ma non troppo) si tratta dell’applicazione di un principio di buon senso ovvero che “prevenire è meglio che curare”. 

Entrando nel dettaglio del sistema di allerta precoce risulta di particolare interesse lo studio dell’art. 13 del nuovo codice delle Crisi.

Cosa emerge dall’analisi dell’art. 13?  

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Autore: Ivan Fogliata

Il Payback Period... ha ancora senso in un mondo in repentina evoluzione?

Il payback period (o tempo di recupero) è uno dei metodi di valutazione degli investimenti molto utilizzato dalle aziende, in quanto esprime la convenienza di un progetto sulla base della rapidità con cui lo stesso recupera l’investimento iniziale.

Come si calcola?

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Autore: Michele Moglia

La "Liquidation Preference" negli statuti delle startup e delle imprese

Cosa significa e a cosa porre attenzione.

Dopo il prezzo dell’operazione, la liquidation preference costituisce uno dei termini economici di maggiore rilievo ma, siccome essa punta a normare un momento futuro, essa spesso riceve meno attenzione delle altre clausole.

Cerchiamo di capire in dettaglio di cosa si tratta, chi è a richiederla e quali le conseguenze per ciascuna delle controparti. 

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Autore: Diana Lesic

Derivati e consulenza in azienda: una sfida di non semplice soluzione

La stagione dei derivati c.d. “cattivi” che ha caratterizzato il recente passato ha lasciato profonda diffidenza nelle imprese e difficoltà nell’utilizzo di prodotti, che se usati correttamente, possono offrire ottime soluzioni di copertura.

A quanto sopra si assomma spesso una importante impreparazione tecnica che rende molto complesso per il consulente aiutare l’impresa a gestire i propri rischi con prodotti derivati. 

Come fare quindi? 

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Autore: Ivan Fogliata

 

Sistemi di Early Warjning

I sistemi di Early Warning hanno di recente assunto un ruolo di rilievo anche nell’ambito economico, in particolare la BCE, tramite la “Guidance to banks on non performing loans” suggerisce di introdurre i c.d. “EWI” ovvero gli Early Warning Indicators. L’obiettivo è quello di individuare i crediti c.d. Underperforming, o per meglio dire i soggetti “indisciplinati”, prima che una situazione di tensione economico-finanziaria sfoci in una più grave situazione di crisi conclamata o di fallimento. Tale raccomandazione si muove a braccetto con la recente introduzione del principio contabile IFRS 9 che a sua volta impone di classificare le attività finanziare quale meno performanti in presenza di determinati eventi che costituiscono allarmi precoci.

Ma cosa sono e come funzionano in concreto gli Early Warning Indicators? Chi li utilizza e come si utilizzano? 

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Autore: Marcello Peri

Quando il NO vale più di un SI nell’istruttoria creditizia

Nel corso dell’ultimo decennio il mercato dei mutui è profondamente cambiato in Italia.

La regola che impone di concedere finanza solo in presenza di un’oggettiva creditworthiness(di cui all’art. 124 bis TUB) discende, oltre che dai principi di sana e prudente gestione del soggetto erogante, dall’esigenza di salvaguardare gli stessi soggetti sprovvisti di merito creditizio, la cui situazione è destinata ad aggravarsi a seguito dell’esposizione ad un rischio eccessivo rispetto alle proprie capacità economiche.

Il cliente non ha quindi alcun diritto alla concessione del credito.

Ciò a cui ha certamente diritto, però, è ricevere indicazioni circa le ragioni dell’eventuale diniego. Tali indicazioni devono essere “chiare e personalizzate”, ovvero riferite specificamente alla condizione del cliente.

Ma come “valorizzare” adeguatamente un diniego? 

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Autore: Diana Lesic

IFRS 9, derivati e tasso floor... un bel problema!

Tematiche complesse, ma vediamo di dipanare il tema e capire di cosa si sta trattando. 

Cosa è l’IFRS9? Qual è il problema per gli Istituti di Credito?

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Autore: Michele Giorni

La direttiva PSD2

Con l’introduzione della PSD2 (Payment Services Directive) il mondo bancario (tanto dal lato degli intermediari, quanto dal lato utenti finali) ha assistito all’introduzione di importanti novità.

L’era dell’open banking e dei nuovi servizi bancari è alle porte. 

Ma quali sono le principali novità introdotte dalla PSD2?

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Autore: Marcello Peri

Insurtech: un nuovo paradigma di business

La direttiva europea IDD genera di fatto un terreno decisamente fertile per questo settore, e i numeri di mercato lo confermano.

La direttiva in oggetto (entrata in vigore ad ottobre 2018) regola la distribuzione dei prodotti assicurativi dei rami vita e danni. Questa costituisce per il mercato degli investimenti assicurativi ciò che Mifid II ha significato per il risparmio gestito e può rivelarsi una opportunità rilevante per le startup che operano nell’insurtech. Merito di questa direttiva è quello di porre al centro il cliente nel processo di ideazione del prodotto assicurativo, scalzando definitivamente la logica del “one-size fits all”.

Cosa significa nel dettaglio Insurtech? 

Quali sono i numeri a livello mondiale, quali i trend in atto?

Chi saranno i protagonisti? Ci sono recenti operazioni in Italia?

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Autore: Michele Giorni

Fintech e competizione bancaria

Il modo di fare banca sta cambiando un pezzettino alla volta. Il mondo occidentale, reduce dell’ultima crisi finanziaria, ha visto l’indebolimento della fiducia nei confronti del settore bancario tradizionale. A questo si aggiunge un cambiamento del profilo dei consumatori di servizi finanziari/bancari: i millenials sono i nuovi acquirenti di servizi finanziari e bancari, con esigenze di servizi on-demand e uso pervasivo degli smartphone e nuove tecnologie.

L’avvento del dot-com boom ha fatto sì che l’interazione del consumatore con il denaro diventi sempre più invisibile, la priorità dunque non è più avere tutto in one stop shop, bensì avere accesso diretto ed immediato alle proprie finanze ovviando le distanze fisiche e la burocrazia. Le nuove banche digitali hanno trovato così terreno fertile, sfidando il modo tradizionale di fare banca e focalizzandosi su prodotti sempre più specifici del settore bancario, come prestiti, finanziamento a PMI e mutui, oltre ai servizi di money transfer da sempre caratterizzanti il mondo Fintech.

Qual è la risposta delle banche? Nemici o alleati? Cosa insegna il Bank Referral Scheme in UK?

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Autore: Diana Lesic

L'arrivo dell'App YOLT

YOLT è la prima App che comincia a sfruttare l'enorme potenziale della PSD2. Con essa è possibile consultare più conti correnti e più carte sulla medesima applicazione e col tempo sempre più operazioni e servizi saranno possibili. L'era dell'open banking è iniziata!!

Ma di cosa si tratta in concreto?

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Autore: Marcello Peri

Fattura elettronica e capitale circolante: tensioni finanziarie in arrivo?

La fatturazione elettronica imporrà la produzione di files di interscambio con la pubblica amministrazione di fatto a data certa. 

Cosa significa? Quali i possibili impatti sul capitale circolante?

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Autore: Ivan Fogliata

IFRS 16 | Restyling del bilancio: riflettori sui leasing

Nel gennaio 2016 l’International Accounting Standard Board (IASB) emette il nuovo principio contabile internazionale per contabilità dei leasing,IFRS 16 Leases. Frutto di un lavoro durato più di 10 anni, il nuovo principio si pone l’obiettivo di migliorare la trasparenza dei bilanci superando la distinzione fra leasing finanziario e leasing operativo.

Ma le sorprese non mancano.

Quale impatto avrà IFRS 16 sul bilancio in generale, le metriche di performance e gli indici finanziari delle imprese?

Per i contratti di lease precedentemente classificati come leasing finanziari (ex IAS 17), gli impatti attesi sono minimi. Differente è la situazione se si considera il contributo monstre dei leasing operativi che “emergeranno” nei bilanci delle varie società. 

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Autore: Ivan Fogliata

in collaborazione con: Diana Lesic, Michele Giorni, Michele Moglia, Marcello Peri

Il Moltiplicatore dei Costi Fissi

Il “moltiplicatore dei costi fissi” è la naturale evoluzione del concetto di margine di contribuzione e si determina quale rapporto fra l’unità ed il margine di contribuzione, quest’ultimo espresso in percentuale. 

Esso rappresenta il fattore per il quale moltiplicare un incremento di costi fissi al fine di determinare il necessario incremento di fatturato necessario a coprire tale incremento di costi fissi. 

Il moltiplicatore si presta, tuttavia, anche per calcoli inversi. 

Come si evolve quindi il concetto di margine di contribuzione nel concetto di moltiplicatore dei costi fissi? 

Non cercate il concetto di moltiplicatore dei costi fissi sui tradizionali libri di testo. …non lo troverete in quanto è un “piccolo” contributo alla cultura aziendalistica creato da inFinance. Speriamo vi risulti utile!

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Autore: Ivan Fogliata

 

Come si fa a capire se un’azienda è in crisi studiandone i bilanci?

La crisi di impresa ha radici profonde perché gli imprenditori tendono a seguire il paradigma: rimandare i problemi è più semplice che risolverli. 

Nel documento vengono descritti i principali indicatori di uno scarso stato di salute dell'impresa.

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Autore: Ivan Fogliata

 

Il break even economico e finanziario

Il concetto di punto di pareggio o Break Even Point è una nozione utile per rispondere ad un semplice quesito: “quanto occorre fatturare al minimo per ottenere un reddito operativo almeno pari a zero?”

Ma quest’informazione ci è sufficiente a considerare l’impresa in sicurezza?

Come cambia il break even point ove operassimo questa sostituzione logica che prevede di sostituire i costi fissi con il concetto di uscite finanziarie fisse?

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Autore: Ivan Fogliata

 

Come realizzano le analisi creditizie le banche? Cosa osservano maggiormente?

Gli istituti di credito vivono un processo di continuo miglioramento delle capacità di analisi creditizia.

L’analisi creditizia è svolta su piattaforma di analisi dei bilanci standardizzata, la più diffusa in Italia ad esempio si chiama “Ce.Bi”. Esistono poi piattaforme minori ma diffuse come ad esempio quelle delle Banche di Credito Cooperativo.

L’analisi dei bilanci è solo una parte di quella che è chiamata comunemente “PEF”, ovvero Pratica Elettronica di Fido.

In essa trovano spazio dati andamentali, elementi qualitativi e di commento, esiti di banche dati esterne. 

Focalizzandoci sull’analisi dei bilanci, a quali aspetti gli Istituti di Credito sono più attenti?

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Autore: Ivan Fogliata  

 

Kaizen: la cultura del miglioramento continuo in azienda

Sviluppare in azienda la cultura kaizen del miglioramento continuo rappresenta un processo che deve essere guidato dal management, che deve comunicare scopi ed obiettivi, promuovere un ambiente di comunicazione aperto, il lavoro di gruppo e il rispetto delle persone e delle professionalità.

L'apprendimento continuo è alla base del miglioramento dell'organizzazione, in cui viene incoraggiata l'inventiva e l'innovazione.

Questo approccio produce cambiamenti graduali e costanti e, una volta divenuto patrimonio culturale aziendale (e, dunque, condiviso da parte di tutte le risorse interne), è in grado di autoalimentarsi, permeando l'intera organizzazione.

Cos'è il Kaizen cost?

Partendo dai principali dati di produzione e dalla contabilità generale, il kaizen cost aiuta a comprendere eventuali criticità connesse al prodotto "core" dell'azienda e propone strumenti efficaci di miglioramento.

Il risultato è una prima analisi dell'efficienza dell'azienda finalizzata a valutare le potenzialità di miglioramento nell'approvvigionamento delle materie prime, nella gestione del processo e del flusso aziendale.

>> Sulla destra è possibile scaricare il modello realizzato in collaborazione con EY SEI Consulting, partner di inFinance.

In pochi passi avrai uno strumento basic ma concreto per supportare l'attività di miglioramento continuo in azienda orientando il focus dove la potenzialità di saving è più importante.

Sei interessato ad approfondire?
Contattaci >

Il nostro supporto si concretizza sulla individuazione delle attività a valore e sulla minimizzazione degli sprechi, consentendo all'azienda risparmi di efficienza e potenziamento della capacità competitiva.

Esiste un rapporto di indebitamento ottimo per le imprese? Quando il debito è eccessivo?

Il dilemma sul livello di indebitamento ha interessato ed interessa gli studiosi di finanza d’impresa da tempo. Nonostante le grandi ricerche ed i grandi risultati che hanno fatto fare enormi progressi in realtà una risposta univoca non esiste.

A livello tecnico il debito comporta un duplice vantaggio:

  • Consente di creare la c.d. “leva finanziaria”
  • Consente di creare valore grazie al cosiddetto “scudo fiscale” che altro non è che il risparmio fiscale che l’impresa registra attraverso la deducibilità degli interessi passivi.

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Autore: Ivan Fogliata

 

 

Cosa sono i contratti derivati? È vero che sono tutti pericolosi?

I c.d. derivati sono contratti fra due controparti che insistono su un bene od un valore finanziario detto “sottostante” o “underlying asset”. Ne sono esempi i derivati sul rame o sui tassi di interesse. Lo scopo per il quale i derivati sono nati è quello di “coprire” sul rischio della variazione del prezzo del sottostante.

Ma perché allora si parla tanto di derivati come strumenti speculativi e che tante perdite hanno fatto subire alle imprese? 

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Autore: Ivan Fogliata

  

Avete sottoscritto dei contratti derivati e volete saperne di più?

Inviateceli e li esamineremo gratuitamente per voi!

Leggi di più sul servizio "Check up Contratti derivati ": link >

 

Texas Ratio e Bail-In, è davvero possibile capire se la propria banca è solida?

La recente introduzione della normativa relativa al bail-in (il nuovo paradigma di salvataggio degli istituti di credito dall’interno, con risorse degli azionisti, obbligazionisti e, quale estrema ratio, dei correntisti) rispetto al paradigma del bail-out (il salvataggio dall’esterno e solitamente con risorse pubbliche) ha portato alla ribalta il tema della solidità delle banche italiane.

Immediatamente l’attenzione è stata focalizzata da un indicatore, il CET1 ratio.

Ma cosa è il CET1? Un alto CET1 è  una buona notizia? Dove è possibile recuperare i dati per valutare la propria banca?

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Autore: Ivan Fogliata

 

I costi indiretti: una nuova chiave di lettura tramite l’ABC

Al fine di determinare le politiche commerciali (prezzo di vendita e mix di vendita) e orientare la strategia dell’organizzazione per un’impresa è necessario avere informazioni quanto più precise e complete sui costi pieni di produzione e sul costo di ciascun prodotto venduto.  

Si pone dunque per l’azienda il problema di allocare correttamente i costi generali e indiretti.

In ambienti produttivi complessi, caratterizzati da alti overheads e da molti cost drivers, utilizzare un unico coefficiente di attribuzione può essere fonte di errori nella determinazione dei costi del prodotto. Risulta dunque necessario ricorrere a tecniche di ABC (activity based costing) che riflettono la consapevolezza del management che la complessità è la principale determinante del costo.

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Autore: Alessandro Franzoni | Docente inFinance - Senior Manager EY SEI Consulting (Area Performance Management)

 

 

Non si può gestire ciò che non si può misurare: gli indicatori di performance

“Non si può gestire ciò che non si può misurare e non si può misurare ciò che non si può descrivere” ci ha insegnato Robert Kaplan, uno degli ideatori della Balanced Scorecard che ha definito questa fondamentale strategia per il successo dell’impresa.

Ciò che contraddistingue un’azienda performante e consapevole da un’altra è la capacità di individuare i processi e gli elementi chiave (ovvero le variabili critiche del proprio vantaggio competitivo) da monitorare e migliorare per finalizzare l’obiettivo strategico.

Ma cosa si intende per performance? Come si misurano?

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Autore: Alessandro Franzoni | Docente inFinance - Senior Manager SEI Consulting (Area Performance Management)

 

 

Serve davvero redigere un “business plan” o si tratta di un documento redatto per “mentirsi sapendo di mentire”?

Lo strumento più abusato del mondo della finanza è senz’altro il business plan.

Spesso costruito da chi non ha competenze specifiche, diventa, nell’immaginario collettivo, uno strumento la cui scarsa credibilità è proverbiale.

Nonostante ciò, se ben redatto, il business plan rappresenta un valido strumento di previsione degli equilibri aziendali.

La domanda sorge spontanea: quando il business plan è ben redatto?

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Autore: Michele Giorni

 

 

Cos'è il Budget?

Il budget è uno strumento previsionale che declina le azioni future della società in un orizzonte di breve periodo. In sostanza, è la traduzione dalle strategie racchiuse nel business plan in obiettivi e in linee guida operative.

Sotto l’aspetto operativo, si tratta di una serie di documenti economici, volendo anche finanziari, che riportano il quadro prospettico dei risultati attesi. 

Soprattutto negli ultimi anni, caratterizzati da mercati discontinui e da difficoltà nell’elaborare previsioni di medio e lungo periodo, molti imprenditori, anche di ridotte dimensioni, hanno sentito la necessità di predisporre per la prima volta il budget della loro impresa. Perché? Quali vantaggi offre il budget?

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Autore: Nicole Derelli

 

 

E' possibile ridurre i costi in azienda? Come si fa e quali problemi si incontrano?

Più che ridurre i costi sarebbe corretto dire: “ridurre i flussi di cassa in uscita”.

Un’impresa in difficoltà si trova, infatti, a non riuscire più ad onorare i propri impegni finanziari quali la copertura dei costi di struttura, il rimborso di finanziamenti, il pagamento delle imposte e dei fornitori.

L’errore più grande che si possa commettere è intervenire sui sintomi e non sulla causa del problema.

Ma quale è la difficoltà più grande nell’intervenire sulle cause operative o finanziarie per ridurre i costi?

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Autore: Ivan Fogliata

 

Per approfondire, scopri i nostri percorsi: link >

Cos’è il budget di cassa? Perché è importante redigerlo?

Il budget di cassa serve per prevedere con congruo anticipo le uscite finanziarie dell’impresa, consentendo all’imprenditore di farvi fronte secondo il principio di economicità.

Il rischio del non utilizzo di questo strumento è quello di rilevare la necessità di liquidità solo nel momento in cui questa diviene palesemente manifesta. E, in questa situazione, l’impresa non può che reperire liquidità da fonti esterne, a prescindere dal costo di queste.

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Autore: Michele Giorni

 

 

Cosa sono i flussi di cassa? E come si misurano?

Il flusso di cassa rappresenta a pieno titolo uno dei temi più dibattuti del momento, sia nel mondo bancario che nell’ambito dell’impresa.

Ci si chiede quale sia il motivo: non è forse sufficiente osservare il risultato economico aziendale o la dotazione patrimoniale dell’impresa? La risposta è purtroppo negativa.

La complessità del mercato e i suoi continui mutamenti impongono a colui che si accinge ad analizzare gli equilibri aziendali l’utilizzo di strumenti d’indagine sofisticati. Spesso si osserva, infatti, che ad un risultato economico positivo non corrisponda un risultato positivo in termini di cassa.

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Autore: Michele Giorni 

Cos'è l’EBITDA, perché ne parlano tutti?

EBITDA è l’acronimo di Earning Before Interest Taxes Depreciation & Amortization, e indica il profitto dell’impresa prima di onorare il pagamento di interessi, tasse, svalutazioni ed ammortamenti.

L’equivalente in lingua italiana di EBITDA è il MOL (Margine Operativo Lordo).

Il MOL è un indicatore della capacità di creare valore dell’azienda: esso indica infatti se i ricavi delle vendite sono sufficienti per coprire i costi legati al core business.

Attenzione: il MOL va indagato sia in termini assoluti che relativi. 

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Autore: Michele Giorni 

Make or Buy? Cosa dovrebbe valutare l'azienda prima della decisione?

Le decisioni di make or buy sono decisioni di tipo strategico molto comuni, sebbene il nome sembri così altisonante.

Facendo riferimento alle imprese che utilizzano fornitori terzi per lavorazioni esterne, molto spesso l’imprenditore penserà: “sto arricchendo il mio fornitore facendogli fare parte delle mie lavorazioni, non mi converrebbe acquistare il macchinario e farmele io?”.

Se pensiamo a tale riflessione, capiamo perché la decisione è strategica.

Dal punto di vista tecnico, il modello per determinare se la decisione può essere corretta è una pianificazione dell’investimento utilizzando anche le tecniche di break even.

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Autore: Ivan Fogliata

 

 

Una nuova opportunità di approfondimento, confronto e condivisione

 

iF Risponde

 

Il progetto “inFinance Risponde” ha l’obiettivo di favorire l’approfondimento e il confronto sui principali temi di finanza aziendale e di controllo di gestione.

COME FUNZIONA?

1. Viene condiviso un approfondimento

Proponi un tema >

2. Vengono raccolte le vostre domande

3. inFinance risponde attraverso un video

Nota: nel video si darà risposta alle domande di interesse più generale. Se non inserita nel video, la risposta sarà inviata direttamente all’autore della domanda.

Le Criptovalute

Il tema del criptocurrencies è sempre più dibattuto, specialmente a seguito dell’ottovolante delle quotazioni della criptovaluta per antonomasia ovvero il BitCoin.

In questo approfondimento porremo dei quesiti che riguardano le criptovalute prescindendo dalla tecnologia che ne sta alla base, ovvero i ledger compilati attraverso la tecnologia blockchain, il cui merito in termini di innovazione e game changer è fuori discussione.

Cripto Valute… ma di che tipo di asset class si tratta?

Approfondimento 

Sulla destra della pagina puoi scaricare l’approfondimento.

Domande 

Le domande sono state raccolte fino al 10 maggio 2018

Video 

La Centrale dei Rischi Interbancaria

La Centrale dei rischi di Banca d’Italia è un database relativo all’esposizione debitoria dei clienti delle banche e degli intermediari finanziari sottoposti a tale organismo di vigilanza.

Qual è la sua funzione? Chi sono i soggetti coinvolti? Come funziona? Quali sono i rapporti oggetto di segnalazione? Perché è indispensabile conoscere il funzionamento della Centrale dei rischi?

Ne parliamo con:

  • Ivan Fogliata, Executive Partner di inFinance
  • Simona Tempra, Avvocato presso lo studio Dusilaw

Approfondimento 

Sulla destra della pagina puoi scaricare l’approfondimento.

Domande 

Le domande sono state raccolte fino al 20 novembre 2017

Video 

Il metodo del Discounted Cash Flow

L’obiettivo principale di un investimento è creare e accrescere il valore aziendale.

Per il management risulta essenziale disporre di un metodo di calcolo che sia in grado di quantificare “ex ante” il contributo di ogni opportunità di investimento alla creazione del valore aziendale. 

Cos’è il metodo del Discounted Cash Flow e come utilizzarlo nella valutazione degli investimenti?

Approfondimento 

Sulla destra della pagina puoi scaricare l’approfondimento.

Domande 

Le domande sono state raccolte fino al 20 settembre 2017.

Video

La sostenibilità finanziaria del debito aziendale: il DSCR

Al fine di verificare la sostenibilità finanziaria del debito aziendale, gli analisti fanno sempre più ricorso ad un nuovo indicatore che consente di esaminare in maniera “dinamica” e prospettica le capacità di rimborso del debito dell’azienda e la conseguente sostenibilità finanziaria dei relativi piani di sviluppo aziendali: il DSCR, ovvero il Debt Service Coverage Ratio.

Il DSCR, inoltre, viene sempre più utilizzato dagli istituti di credito, con l’obiettivo di individuare le aziende ed i progetti meritevoli di finanziamento.

Approfondimento 

Sulla destra della pagina puoi scaricare l’approfondimento.

Domande 

Le domande sono state raccolte fino al 20 aprile 2017.

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Un problema alla volta... Cominciamo da quelli che non dipendono da nessuno, se non da noi: la produttività.

Nel treno della lenta ripresa economica europea, guidato dalla locomotiva tedesca, l’Italia è il vagone più lento.

In questo articolo si procede ad un’amara ed accurata analisi su di un tema di particolare interesse e attualità: la produttività del sistema Italia.

Autore: Vittorio de Pedys

V.U.C.A Approach per le Piccole e Medie Imprese

Dalla guerra di trincea alla Guerriglia.

VUCA (volatile, uncertain, complex e ambiguous) descrive perfettamente ciò che sta accadendo nel mondo del business globale oggi e che sarà una costante negli anni futuri.

Il business non funziona più come al solito e il passato non è sempre una buona base per progettare il futuro.

Il tasso di crescita e di fallimento delle aziende è sempre maggiore e non ci sono “regole” scritte che, se seguite, possono salvare dal declino e dalla crisi. 

I leader aziendali devono affrontare la crescente incertezza, complessità e ambiguità nei loro ambienti decisionali. I CEO hanno poca idea di cosa aspettarsi in termini di evoluzione del mercato, dei prodotti, della tecnologia.

E questo si riflette su tutti gli aspetti aziendali...

Come si comporta il Manager VUCA?

Autore: Ivan Losio 

Fabbrica 4.0: tra mito, propaganda e realtà

Il dibattito sull’industria 4,0 ha portato alla ribalta le riflessioni su cosa significhi essere una PMI di successo ed il ruolo che l’innovazione tecnologica ricopre per garantire tale successo nel tempo. 

In cosa consisterà realmente questa “quarta rivoluzione industriale” e quale impatto avrà sulle nostre imprese? Ha senso per le PMI investire in tecnologie abilitanti 4.0 irrigidendo la struttura finanziaria con il pericolo poi che il mercato vada in una direzione differente? Oppure sarebbe meglio investire sul Know-how del personale, sulla componente servizio che accompagna il prodotto, sulla tecnologia applicata ai processi o ai prodotti (quale per esempio lo sviluppo di internet of things)?

Il punto di vista di Ivan Losio, CEO di Sei Consulting, alla vigilia dell'inaugurazione dell'hub tecnologico "Sfida Italia 4.0" a Brescia.

10 anni di crisi - Gli effetti dell’isteria normativa sul mondo del credito.

Il presente articolo, lungi dal voler rappresentare un compendio di normative nonché dal voler assumere carattere di esaustività nel coacervo legislativo italiano ed europeo, nasce dal tentativo di fare un bilancio degli effetti che la mastodontica produzione di norme da parte dei Regulators europei ha avuto sulle banche italiane.

Lo “tsunami normativo” cui abbiamo assistito in questo decennio è andato, quindi, nella direzione giusta?

Autore: Ivan Fogliata

La rivoluzione dell’internet of things scompiglia anche il business model degli incubatori. Tutto da rifare?

La rivoluzione dell’internet delle cose (meglio noto come “internet of things” per gli anglofili) non solo sta rivoluzionando il mondo dell’industria e dei servizi informatici, ma sta anche sovvertendo in maniera radicale il mondo e il ruolo degli incubatori e del mondo del credito.

La nuova fase che si affaccia all’orizzonte vede il completo sconvolgimento degli attuali paradigmi.

Sconvolgimento, ma non sostituzione, in quanto nel mondo degli incubatori i modelli “push” e il nuovo paradigma “pull” andranno a convivere.

Ma cosa s’intende per paradigma “pull”?

Come devono quindi riorganizzarsi gli incubatori per affrontare le nuove sfide?

Autore: Ivan Fogliata

Il business model bancario: what’s next?

Gli otto anni di crisi economico finanziaria ci hanno resi avvezzi a termini del tutto “nuovi” per i non addetti ai lavori o semplicemente relegati ai volumi di macro e microeconomia per coloro che non sono più freschi di studi universitari.

Tali termini sono fra gli altri: stagflazione, disinflazione, deflazione, tassi negativi, cartolarizzazioni, embedded derivatives, credit default swap, non performing loans, CET1, bail out, bail in, disintermediazione, fintech, roboadvisor, blockchain e criptovalute solo per citarne i principali.

Ciò che però è probabilmente passato sottotraccia è che, di fatto, ognuno dei termini sopra riportati ha avuto in qualche modo impatto sugli intermediari finanziari, interessando in maniera differente le tre aree di business tipiche degli intermediari, in particolare di tipo bancario.

Quali sono quindi le tre aree di business che generano “ricavi” nel mondo creditizio?

  1. L’attività creditizia pura generatrice del margine d’interesse.
  2. L’attività d’intermediazione di prodotti e servizi che genera il margine commissionale.
  3. L’attività di gestione della tesoreria, ovvero della liquidità dell’intermediario generante i c.d. utili da finanza o da “voce 100” del bilancio bancario.

Ognuna delle aree è stata, ed è a tutt’oggi, impattata dai profondi cambiamenti che non solo la crisi ma anche la profonda innovazione nel mondo dell’intermediazione creditizia stanno apportando.

Questo articolo affronta i temi che interessano ognuno dei “business” degli operatori del credito.

Emerge un quadro a tinte chiaro scure sul futuro del mondo del credito, ove ognuna delle aree di business è stata seriamente impattata dai fenomeni portati dalla lunga crisi.

Autore: Ivan Fogliata 

La deflazione: uno spettro che aleggia sull'economia italiana?

Un vecchio adagio degli imprenditori del boom economico, degli anni della crescita vertiginosa del debito pubblico, degli anni della svalutazione della lira, così recitava: l'inflazione paga i debiti.

Oggi abbiamo a che fare con nuovi termini, prima relegati agli addetti ai lavori: stagflazione, disinflazione e, soprattutto, deflazione.

Ma di cosa si tratta?

Autore: Ivan Fogliata

Il monitoraggio del credito nella banca: i principali indicatori di anomalia andamentale.

In sede di valutazione del merito di credito di una azienda la banca fa ricorso ad una serie di informazioni che partono dall’ambiente di riferimento in cui il cliente opera e che, via via, sono focalizzate sempre più sugli aspetti attinenti ai valori specifici della singola linea di credito concessa dalla banca stessa.

Tale sistema di informazioni si può immaginare come strutturato su più livelli successivi. 

Possiamo distinguere le informazioni per l’analisi “fondamentale” che permettono di valutare la posizione competitiva e le capacità di performance dell’azienda da quelle per l’analisi “andamentale” che valutano le la qualità delle relazioni creditizie dell’impresa, ovvero come essa si comporta con le banche, i clienti, i fornitori, l’amministrazione finanziaria, i dipendenti, e, più in genere, con i portatori di interessi che entrano in relazione con essa stessa. 

Autore: Roberto Josè Tortorelli

 

Il controllo andamentale del rischio di credito nella banca.

L’esigenza primaria di una qualunque istituzione creditizia, una volta che il credito sia stato erogato, è quella del controllo della relazione affidata.

Ma come si svolge tale attività? Quali sono gli strumenti a disposizione?

Autore: Roberto Josè Tortorelli

 

Opinione su Abs e cartolarizzazione di mutui

"Abs, Mds: dagli Usa arriva anche in Europa la moda del rilancio dei derivati, molti legati proprio alla copertura di ipoteche sui mutui: si tratta di nuove opportunità per rilanciare il mercato o ci sono troppi rischi?"  

Autore: Vittorio De Pedys

I prodotti derivati: definizione, negoziazione e anomalie

Il contratto derivato è un “gioco a somma zero”: mediante la sottoscrizione del derivato l’acquirente ha l’obbligo (o la facoltà) di acquistare a scadenza il sottostante ad un determinato prezzo, mentre il venditore ha l’obbligo di consegnare il sottostante per ricevere il prezzo pattuito. Tale configurazione determina che i profitti dell’acquirente siano le perdite del venditore e viceversa.

Autore: Ivan Fogliata

Le nuove definizioni di E.B.A. di Credito Deteriorato, l’Asset Quality Reviews ed il meccanismo di vigilanza unico: quali impatti nel rapporto banche-imprese.

La crisi in essere ha comportato un forte deterioramento della qualità degli attivi bancari. Nel contempo è entrato in vigore il meccanismo di vigilanza bancaria unico, che rappresenta un passo molto importante per la creazione dell’unione bancaria europea.

Lo scenario è cambiato radicalmente.

In quale ambito si muovono oggi banche e imprese? Quali competenze devono sviluppare?

Autore: Roberto Josè Tortorelli

 

Politiche della BCE sui tassi negativi: quali effetti sul margine d’interesse delle banche?

A distanza di più di un mese dalle manovre del 10 marzo 2016, ci si interroga sugli effetti che tali manovre potranno avere sul margine di interesse degli istituti di credito.

Ciò che è indubbio è che il margine d’interesse sta vivendo un progressivo processo di compressione dovuto a più di un fattore, il primo dei quali la contrazione della domanda di prestiti ed il conseguente esacerbarsi della concorrenza.

E’ quindi lecito chiedersi quali effetti possa avere il TLTRO (targeted long term refinancing operation) che, nella sua veste del marzo 2016, arriva a garantire finanziamenti alle banche a tasso del -0,40%.

Potrà costituire un sollievo per i conti economici degli intermediari finanziari?

Quanto di tale risparmio verrà retrocesso alla clientela?

Autore: Ivan Fogliata

La centrale dei rischi di Banca d’Italia: lo specchio del comportamento creditizio delle imprese.

Le informazioni rilevate dalla centrale dei rischi di Banca d’Italia sono il “biglietto da visita” dell’impresa, dalla valenza determinante, soprattutto per le PMI e le micro imprese, rispetto ai dati contabili, sia nell’ambito del processo di accettazione del credito, che nelle fondamentali fasi della revisione e del monitoraggio.

Perché tali informazioni sono così importanti? 

Autore: Roberto Josè Tortorelli

Le incertezze tecniche emergenti dalla legge di stabilità 2014 e i "rimedi" consigliati dalla Banca d'Italia attraverso il documento di consultazione. Una soluzione a metà?

Riflessioni sul documento di consultazione della Banca d’Italia in merito all’attuazione dell’articolo 120, comma 2, del Testo Unico Bancario in materia di produzione degli interessi nelle operazioni 

Autore: Ivan Fogliata

L’informativa finanziaria avanzata nel rapporto Banche-Imprese

Alla luce del nuovo approccio della Banca Centrale Europea nel processo di Asset Quality Review, si rende necessaria un’ampia informativa finanziaria che l’impresa dovrà mettere a disposizione della banca.

Ma quale deve essere l’effettivo contenuto dell’informativa finanziaria come presupposto per un rapporto sano e trasparente con la banca?

Autore: Roberto Josè Tortorelli 

Banking business model e l’innovazione del Robo-Advisor: cosa attendersi?

L’innovazione finanziaria collegata alla tecnologia è un fenomeno talmente dilagante che ha condotto a coniare un nuovo neologismo: “internet of finance”.

Ma su cosa agiscono tali nuovi strumenti? È lecito attendersi importanti cambiamenti di sistema?

Esaminiamo il fenomeno del robo-advisor.

In Italia sono già presenti molti player quali: MoneyFarm, Yellow Advice di Che Banca! ed in parte AdviseOnly ed UltimoMiglio di Ifigest.

Molti altri stanno arrivando e si affacceranno al mercato a breve.

Possiamo parlare di grande eccitazione per un mercato di potenziale nicchia oppure della nuova frontiera sulla quale investire immediatamente prima che sia troppo tardi?

Autore: Ivan Fogliata

Terzo settore e Banche: un rapporto in evoluzione.

Cooperative Sociali, Onlus, Associazioni non-profit riconosciute, consorzi di imprese, Imprese Sociali: una galassia non nuova per il mondo bancario, ma a volte di difficile comprensione e inquadramento.

Si tratta di realtà appartenenti al settore privato contraddistinte da un modello di business in cui sull’obiettivo finanziario deve prevalere una missione sociale.

Contesti insoliti per gli operatori del mondo bancario, che si confrontano con bisogni legati a situazioni di disagio e marginalità sociali.

Ma è proprio in questo contesto che, negli ultimi anni, si è sviluppata un’imprenditoria sociale che sempre più si rivolge al sistema bancario in cerca di reperimento di fondi.

Autore: Sara Missaglia

Rating bancario: i 10 indicatori fondamentali

inFinance presenta un “decalogo” che vuole spiegare quali siano le grandezze economico-patrimoniali e finanziare più rilevanti presenti all’interno dei modelli di rating.

Il rating o scoring è il processo mediante il quale, attraverso l’utilizzo di più indicatori variamente soppesati e ponderati, viene sintetizzato un giudizio complessivo di affidabilità di un’impresa.

Tale sintesi porta ad una valutazione espressa unicamente dalla classe di rating all’interno della quale l’impresa viene collocata (es. rating AAA, AA, A, BBB ecc. oppure classe di rischio 1, 2, 3 ecc.).

Grazie all’esperienza maturata collaborando col sistema bancario nonché con gli operatori del “nuovo mondo” del Fin.Tech si è voluto creare una sorta di vademecum per poter lavorare sul miglioramento del proprio standing creditizio e facilitare l’accesso al credito.

Ogni punto del decalogo, oltre a fornire dettagliate spiegazioni ed esemplificazioni, è accompagnato da considerazioni finali relative a ciò che l’indicatore in esame ci insegna.

Vi auguriamo quindi una buona lettura e non mancate di farci sapere cosa ne pensate!

#1 - Il rapporto Debito/Equity e Debito/Ebitda

Il rapporto fra debito finanziario e mezzi propri è un indice di particolare importanza per gli istituti di credito.

Sebbene non esista una regola ottimale formalizzata l’evidenza empirica comunica come un rapporto paritetico di 1:1 sia il livello di discrimine fra l’eccesso di debito rispetto al patrimonio ed un livello di equilibrio.

Take-aways: lo stock di debito non deve essere eccessivo rispetto al patrimonio ma ciò che conta di più è la capacità di rimborso che il rapporto Debito/Ebitda esprime, in maniera qualitativa ma molto indicativa.

 

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#2- Redditività operativa: Ebitda Margin ed Ebit Margin (o ROS)

La redditività operativa è indicatore fondamentale per comprendere l’efficacia della gestione operativa dell’impresa. 

Naturalmente non esistono parametri univoci ma redditività operative lorde sopra il 20% e nette sopra il 15% sono generalmente giudicate quale segnale di affidabilità a livello creditizio. 

Take-aways: Ancora una volta si conferma il detto anglosassone: “Volume in vanity!”. Fatturare molto può trasferire un messaggio di grandi dimensioni ed importanza ma creare volume (e vanità...) per marginare molto poco significa essere costretti a non potersi permettere perdita di fatturato in quanto le diseconomie di scala causate dai costi fissi condurrebbero a perdite importanti a livello operativo. 

 

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#3- L’efficienza: il turnover

Il Turnover è un indice che pone a rapporto il valore della produzione col capitale investito netto. Esso è chiamato anche indice di “rotazione” del capitale investito. Ogni volta che il capitale ruota “paga” un gettone di redditività operativa!

Take-aways: Per gli istituti di credito, che ricordiamo contribuiscono a finanziare gli investimenti fissi e nel circolante, l’utilizzo efficiente delle risorse è fondamentale per evitare sprechi di risorse non necessari. Ad esempio incrementare le scorte e concedere maggior credito alla clientela espandono il circolante quindi il capitale investito deprimendo prima l’efficienza nell’utilizzo delle risorse e quindi la redditività.

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#4- Efficacia ed efficienza: l'indice ROI

Il ROI, definibile quale indice di bilancio per antonomasia, nasconde in sé la fusione del ROS (indice di efficacia nella redditività delle vendite - punto 2 già affrontato nel nostro decalogo) e del TURNOVER (indice di efficienza nell’utilizzo di capitale - punto 3 già affrontato) fornendo la sintesi degli effetti di miglioramento/peggioramento dell’efficacia e dell’efficienza.

Take-aways: Difendere la redditività operativa è fondamentale sebbene operazioni quali la corresponsione di compensi amministratori aventi anche la funzione di remunerazione del capitale proprio od operazioni di locazione finanziaria deprimono il reddito operativo a livello formale ma non sostanziale. È buona norma comunicare tali fattispecie all’istituto di credito in modo che ne possa tenere conto in sede di analisi.

 

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#5 - Effetto leva del debito. La differenza “ROI – i” associata al rapporto di indebitamento.

Il ROI (come chiarito al punto 4 del nostro decalogo) è l’indice che esprime la redditività del capitale investito e quindi il rendimento globale dell’investimento azienda. L’immediato quesito che gli istituti di credito si pongono è il seguente: “tale rendimento è sufficiente a remunerare il denaro prestato dalla nostra banca?”

Take-aways: La redditività operativa è di vitale importanza ma essa può essere completamente azzerata ove l’impresa sia fortemente indebitata e dovesse trovarsi a versare interessi maggiori di quanto lucrato sul capitale investito. Il debito è un elemento fondamentale per la vita dell’impresa ma va utilizzato con attenzione e con grande oculatezza in merito ai costi del medesimo.

 

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#6 - DSO: Day Sales outstanding: la durata dei crediti verso clienti

L’indice che misura la durata del credito verso la clientela è ritenuto fra i più significativi per misurare la qualità del credito commerciale che l’impresa concede.

Take-aways: Un indice di rotazione dei crediti eccessivo (es. oltre i classici 90-120 giorni che una banca immagina quali normali in base ai settori) è un indicatore di scarsa qualità del credito commerciale; i crediti non incassati si stratificano e sopra di essi si accumulano i nuovi crediti in bonis creando un volume di credito che ruota troppo lentamente. Ottimizzare gli incassi e gestire il credito deteriorato è fondamentale per evitare peggioramenti del rating da “scarsa rotazione del credito commerciale”, una banca potrebbe anche decidere di rivedere il proprio impianto fiduciario di linee di smobilizzo di portafoglio commerciale per timore di rimanere anch’essa incagliata nel credito commerciale deteriorato.

 

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#7 - DPO: Day Payables outstanding: la durata dei debiti verso fornitori

La durata delle dilazioni garantite dai fornitori è l’indice principe per misurare la regolarità dell’impresa nell’onorare i propri impegni commerciali. 

Take-aways: Giorni fornitori eccessivamente lunghi sono un chiaro indice di difficoltà nel pagamento dei debiti commerciali. Come ulteriore controllo gli istituti di credito verificano il cosiddetto “andamentale del rapporto”; ove ravvisassero ad esempio che di frequente le ricevute bancarie dei fornitori non vengono saldate ma respinte ed osservassero una perdurante crescita dei giorni fornitori avrebbero la chiara percezione, senza tema di smentite, di problemi finanziari di una certa serietà. 

 

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#8 - DSI: Days Sales of Inventories: la durata del magazzino

Il magazzino è un valore particolarmente delicato e quindi molto attenzionato.

Valori di scorte particolarmente elevati inducono preoccupazione negli istituti di credito che si interrogano sulla effettiva consistenza di tale posta dell’attivo.

Take-aways: Un magazzino eccessivo impatta certamente in maniera negativa sul rating a maggior ragione per l’attenzione che tale valore richiama data la delicatezza del medesimo (il magazzino è uno dei pochi valori di bilancio frutto di stime e più soggettivamente determinabile). Tuttavia esistono settori dove la durata delle scorte è alta per definizione (lunghi cicli di lavorazione) o nei quali gli acquisti si concentrano proprio a fine anno (magari per usufruire di particolari sconti o per picchi stagionali); in quest’ultimo caso può essere anche presa in considerazione l’ipotesi di modificare la data di chiusura del bilancio (ad esempio dal 31.12 al 30.06) tramite una modifica statutaria al fine di censire un momento ove le scorte assumano un valore normale. 

 

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#9 - Indice dei consumi di merce

L’indice dei consumi di merce è un'ulteriore metodologia di test dei valori di magazzino. 

Esso presuppone di poter confrontare una serie di bilanci al fine di poter sfruttare appieno il potenziale informativo di tale indice.

Take-awaysCosa impariamo? La comunicazione con la Banca deve essere molto aperta e trasparente. Immaginiamo un settore ove la materia prima (es. gomma o petrolio) sia estremante volatile e che quindi sia naturale che l’incidenza dei consumi sia molto discontinua. Tali fattispecie vanno chiarite e giustificate con evidenze di listini o quotazioni di mercato. Non ci si scordi poi che per le banche non esistono risposte giuste ma domande giuste. Cosa pensereste se l’imprenditore del nostro esempio a fronte della domanda (giusta) che segue: “Abbiamo notato un calo del fatturato, come è andata coi prezzi?” rispondesse: “La competizione è sempre più agguerrita ed i clienti continuano a chiedere maggiori sconti e dilazioni”. Sarebbe coerente con l’evidenza di bilancio di un calo dei consumi e quindi di maggior marginalità sulle vendite?

 

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#10 - Regolarità fiscale: incidenza dei debiti fiscali

Le imprese tipicamente applicano un criterio “gerarchico” quando assumono la difficile decisione di non onorare i propri impegni mensili.

Tale criterio vede il fisco quale primo “fornitore” che viene selezionato per essere messo in attesa.

Take-aways: La regolarità fiscale è un segnale importante di salute finanziaria. Nei casi più estremi molti istituti di credito hanno maturato la decisione di chiedere alle imprese, prima di affidarle, di produrre il c.d. D.U.R.C. ovvero il documento unico di regolarità contributiva al fine di verificare il puntuale versamento di contributi. Non è escluso che in futuro possano richiedere copia del cassetto fiscale della società per appurare la regolarità di tutti i versamenti tributari.

 

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